Rianimare le Sinapsi ≈ CPR for Synapsis

Avete mai la sensazione di essere addormentati anche da svegli? Che mentre il vostro corpo si muove in gesti ormai automatici, la vostra mente sia de facto immobile? Questa è la sensazione che avevo io fino a circa un mese fa, quando, investita dalla vita a più riprese, pensavo che ogni attività creativa mi fosse preclusa. Poi, nemmeno quindici giorni fa, ho cominciato un esperimento che si è rivelato da subito un successo: leggere quattro libri contemporaneamente senza impazzire, senza mollare, senza dimenticare. Queste letture diverse nell’arco della giornata – una cosa che non riuscivo a fare dai tempi in cui studiavo –sembra aver rianimato la parte creativa del mio cervello. Miracoli non ne ho ancora visti, e i miei romanzi non si sono improvvisamente scritti da soli, ma riesco già a sentire le mie sinapsi gorgogliare nel loro progresso verso la guarigione!

Have you ever felt like you were sleeping even when awake? That while your body is moving in a long-time automatic routine, your mind is de facto immobile? This is the way I felt until about a month ago, when I was steam-rolled by life time and time again and I thought all creative activities would be out of reach for me for a long time to come. Then, less than fifteen days ago, I started an experiment which turned out to be an immediate success: reading four books at the same time without getting crazy, without giving up, without forgetting. These reading sessions which I run through out the day – something I was not able to do since I was in school – seem to have CPRed the creative part of my brains. I have not seen any miracles yet and my novels have not suddenly written themselves on their own, but I can already feel my synapsis bubbling in their progress towards healing!


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Il mio status su Goodreads non è un falso! ≈ My status on GoodReads is not fake!
Da sinistra ≈ From left
The Other Queen (Audiobook); Addio Fantasmi (Paperback); Fatherland (E-book); Il Kamikaze di Cellophane (Paperback)

L’esperimento

Da diversi mesi la sottoscritta è alle prese con mamma e altri familiari danneggiati e consumati in varie parti dei loro non più giovanissimi corpi. Non che prima io fossi estranea alle pulizie o ad altre funzioni casalinghe, figuriamoci, ma di certo la mole di lavoro per me si è notevolmente appesantita di recente e, di conseguenza, è sparito invece il tempo a mia disposizione per tutto ciò che non rientra nelle 3 sacre priorità:
1. “Tenere mamma legata” (missione fallita: quasi fuori da una lunga convalescenza, si è rotta un mignolo!);
2. “Tenere tutto pulito e ordinato in casa come vuole mamma” (e lo ammetto, come voglio anche io);
3. “Gli alunni e qualsiasi lavoretto che implichi un guadagno” (che per quanto poco sia, è tutto quello che ho).
All’inizio della convalescenza di mia mamma, mentre le mie sinapsi chiedevano disperate “letteratura!”, come un assetato nel deserto che agogna l’acqua, ho finalmente ricordato l’esistenza del mio corredo di audiolibri. Incredibile, quando il tempo per la lettura e la scrittura si è volatilizzato, è comparso all’improvviso tutto il tempo possibile per l’ascolto. Mentre le mani passano il ferro da stiro sulle tovaglie e le maledette camice di papà, la voce meravigliosa di Richard Armitage mi incanta con le versioni in prosa delle opere di Shakespeare; mentre rifaccio i letti e passo l’aspirapolvere, mi sussurra a tutto volume poesie d’amore; e mentre cucino pranzi e cene affidandomi alla memoria muscolare, la mia mente si concentra su omicidi efferati e investigatori coscienziosi o strane storie semi-spionistiche, per qualche ragione tutte legate alla Russia!
Innegabile che questo divorare audiolibri abbia anche innescato l’idea per il mio esperimento, una sorta di “intervento di rianimazione” per le mie sinapsi moribonde. Oltre all’audiolibro che mi tiene di solito compagnia per tutta la settimana, ho preso in mano altri tre libri, due italiani in “pagine e inchiostro” e uno digitale in inglese. Leggo una ventina di pagine al giorno di ogni italiano, di solito la mattina e la sera, mentre aspetto che si sciolga lo Zantac nel bicchiere. All’Inglese, invece – che è un po’ un inganno visto che è la rilettura di un libro che conosco quasi a memoria nella sua traduzione italiana e di cui vi parlerò presto in questo blog – dedico tutto il tempo che posso dopo pranzo. La domenica metto di lato i libri feriali e leggo invece un romanzo rosa che finisco entro la fine della giornata, gustandomelo poco a poco in quei momenti che posso dedicare al riposo – un piacere proibito che mi concedo per rianimare anche il cuore, che piangerà per sempre l’esilio del cioccolato.

The experiment

For some months I have been dealing with my mom and other relatives who are damaged and worn out in various parts of their not-so-young bodies. Even before this, I was not a stranger to cleaning and other house chores, of course, but certainly my already awful lot of work has become even larger recently and as a result gone is the time I could dedicate to anything else not included in the 3 sacred priorities:
1. “Keep mom tied to her bed” (mission failed: barely out of a long recovery, she was able to break a toe!);
2. “Keep everything neat and tied at home as mom wants” (and, I confess, as I want it, too);
3. “Pupils and any smallest job implying some income” (because it is not much but it is all I can do).
At the beginning of my mother’s recovery, while my synapis demanded in despair: “literature!” like a parched man in the desert craving water, I finally remembered the existence of my audiobook treasure. Amazingly, once the time for reading and writing vanished, a lot of time suddenly appeared at my disposal to listen to audiobooks and podcasts. While my hands iron tablecloths and my father’s danged shirts, Richard Armitage’s wonderful voice hooks me with novelizations of Shakespeare’s work; while I make the beds and vacuum the whole flat, he whispers at full volume love poems and classics into my ears; and while I cook lunches and dinners delegating to my muscular memory, my mind focuses on heinous murders and sensible detectives or some strange spy-like stories, which for some reason seem to all be linked to Russia!
Undeniably, this devouring of audiobooks was the trigger for my experiment, a sort of “CPR intervention” for my dying synapsis. Besides one audiobook which usually accompanies me for the whole week, I have started another three books, two Italian ones in “paper and ink” and a digital one in English. I read some twenty pages of each Italian every day, usually in the morning and evening while I wait for my Zantac to dissolve in the glass. The English one instead – which is a bit of a cheat since I am reading the original version of a book I know almost by heart in its Italian translation and about which I will soon write on this blog – takes all the time I can get after lunch. On Sunday, all these weekday books are put aside to leave space for romance, one novel I finish by the end of the day, chewing it little by little whenever I can take some me-time – a guilty pleasure I yield to to revive my heart, too, forever mourning the exile of chocolate from my life.


I risultati

Sono pazza, mi sono detta. Non ci riuscirò mai e lascerò tutto in aria come ho fatto altre volte. E invece… Non solo sto quasi finendo (e forse avrò già finito per quando uscirà questo articolo) tutti e quattro i libri in poco più di dieci giorni, anche l’e-book che mi trascinavo da mesi, ma ho provato a me stessa tante cose importanti.
1. Riesco ancora a disciplinarmi. Non ho saltato nemmeno una “sessione di lettura”, nonostante i mille impegni ogni giorno. Ho usato la stessa disciplina che uso per rispettare la dieta necessaria per il benessere del mio corpo, quella disciplina che spero di poter presto applicare anche alla scrittura, ma che invece mi diserta ogni volta che cerco di fare stretching o yoga o qualsiasi esercizio fisico. D’altronde in questo periodo mi muovo parecchio – sì, lo so le faccende domestiche non sono la palestra, ma i miei occhi e le parti danneggiate del mio corpo non riescono a sopportare di più. A proposito di occhi: queste sessioni di lettura programmate e relativamente brevi sembrano andar loro benissimo perché non mostrano segni di ribellione, anche se già affaticati. Basta mantenere più corte le sessioni con i libri cartacei e loro mi concedono più tempo con l’e-book, alla giusta luce e con un carattere di circa 180 pixel…
2. Le mie sinapsi funzionano. Ogni volta che riprendo uno dei libri, ricordo con precisione dove ho lasciato la storia, cosa ho provato nella scena precedente, chi sono i personaggi, persino i nomi (che di solito dimentico sempre). E per i libri per cui non ho la possibilità di prendere appunti – soprattutto quelli audio – ho scoperto di avere un cassetto speciale in cui conservo ciò che penso mentre ascolto e leggo e che mi ritorna in mente la domenica, quando sono di riposo e posso annotare con facilità.
3. Ogni luogo della mia casa è porto sicuro. Così come quando ero ragazzina, leggo e soprattutto scrivo dappertutto; in ogni angolo tengo libri, apparecchi, pezzi di carta e penne. Con le sinapsi adesso più felici, vive e attive, le storie che si erano nascoste in attesa che le andassi a ritrovare, sono tornate a galla e anche loro si fanno registrare qua e là anche sa ancora monche e disorganizzate, più pazienti, però, adesso che sanno che non le ho dimenticate del tutto. Romanzi e racconti che avevano perso la speranza, ora vedono la luce alla fine del tunnel buio chiamato “blocco forzato dello scrittore”.
4. Le briciole di gioia rimangono con me tutto il giorno, soprattutto quando vorrei piangere o urlare. Mi ricordano che esistono altri mondi, altre fantasie, altri problemi e altre soluzioni. Mi tengono felice, viva e attiva proprio come le mie sinapsi.
Se volete seguire questo mio esperimento e vedere come procedo, potete dare un’occhiata al mio profilo GoodReads. Presto aggiungerò lì qualche breve commento alle letture ultimate e qui quelli più lunghi in una nuova rubrica, #Bookshots.

The results

I’m mad, I told myself. I will never succeed and will give up immediately like other times. And instead… Not only am I finishing (and maybe will have finished by the time this article is out) all four books in little more than ten days, even the e-book I had dragged on for months, but I have also proved to myself some important things.
1. I am still able to be disciplined. I have never missed one “reading session”, no matter how constantly busy my days are. I have applied to this the same discipline I use to respect my diet, necessary to my body’s health, that discipline I hope to soon apply to my writing, too, and that deserts me instead every time I try to do some stretching or yoga or whatever other physical exercise. After all, I am moving around a lot these days – yes, I know, house chores are not the same as gym, but my eyes and other damaged parts of my body cannot really take anything more. By the way, the scheduled reading sessions which are relatively short seem to be agreeable to my eyes which do not show any sign of rebellion, though already quite tired on their own. It is enough to keep the sessions shorter with paperbacks and then the poor ones leave me more time with the e-book, with the right light and a circa-180-pixel font…
2. My synapsis work. Every time I go back to one of the books, I can remember precisely where I had left the story, what I felt in the previous scene, who the characters are, even their names (which I usually forget). And as regards the books for which I cannot immediately take notes about – above all the audiobooks – I have found out I have a special drawer which keeps what I think while listening or reading and gives it back to me on Sunday, when I’m relaxing and I can write down my thoughts more easily.
3. Every room in my house is a safe harbour. Like when I was a child, I read and above all write everywhere; every corner is filled with books, appliances, slips of paper and pens. With my synapsis being now happier, alive and lively, the plots which had hidden, waiting for me to look for them, are back up and ready for me to record even in bits and pieces, not yet organised, though more patient now that they know I have not completely forgotten them. Novels and short stories which had lost any hope can now see the light at the end of the dark and scary tunnel named “forced writer’s block”.
4. The crumbles of joy remain with me all day long, above all when I feel like crying or screaming. They remind me the existence of other worlds, other imaginations, other problems and other solutions. They keep me happy, alive and lively just like my synapsis.
If you want to follow my experiment and see how I am proceeding, you can go on my GoodReads profile. I will soon add some short comments there on the books I have finished and then some longer here on the blog in a new category, #Bookshots.


E voi?

Vi è mai capitato di sentirvi le sinapsi moribonde? Come avete reagito? Quanti libri riuscite a leggere contemporaneamente? Fatemi sapere!

What about you?

Have you ever felt your synapsis dying? How have you reacted? How many books can you read at the same time? Let me know!


 

#LeggiRead

Rosaria Distefano View All →

Traduttrice e consulente linguistica, persegue il sogno di scrivere e tradurre sin da quando ha imparato a leggere in italiano e inglese a 4 anni e ha capito il potere delle parole ≈ Translator and linguistic consultant, she pursues her dream of becoming a writer and translator ever since she started reading in Italian and English at 4 and realised the power of words.

E tu cosa ne pensi? ≈ What about you?

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