Notre-Dame de Paris, Victor Hugo

Il 6 ottobre 2008 mi trovavo di fronte a una delle cattedrali gotiche più belle del mondo e ricordo ogni minuto di quel giorno, perché era un giorno felice. E nonostante il fuoco che l’ha devastata ieri, voglio ricordarla bella per come era quel giorno, attraverso le parole di Victor Hugo (che pure quel fuoco lo aveva predetto). Voglio rendere omaggio ai milioni di persone che hanno faticato per costruirla ottocento anni fa nell’arco di quasi un secolo, quelle che lì dentro hanno pregato e trovato rifugio e quelli come me che durante una vacanza, hanno passato qualche ora ad ammirarla, felici. Sperando che risorga dalle ceneri e altri milioni ancora possano ammirarla.

On October the 6th 2008 I was in front of one of the most beautiful Gothic cathedrals in the world and I can remember every single minute of that day, as it was a happy one. And despite the fire which devastated “her” yesterday, I want to remember her as she was on that day through the words of Victor Hugo (who did foresee the fire). I want to pay homage to the millions of people who have worked hard to build her eight hundred years ago over almost a century, those who have prayed in there or found sanctuary and those like me who have spent some hours admiring her during a holiday, happily. All this hoping that she will raise from the ashes so that millions more can admire her.


Facciata/Front of Notre-Dame de Paris
Notre-Dame de Paris, 06/10/2008

Et d’abord, pour ne citer que quelques exemples capitaux, il est, à coup sûr, peu de plus belles pages architecturales que cette façade où, successivement et à la fois, les trois portails creusés en ogive, le cordon brodé et dentelé des vingt-huit niches royales, l’immense rosace centrale flanquée de ses deux fenêtres latérales comme le prêtre du diacre et du sous-diacre, la haute et frêle galerie d’arcades à trèfle qui porte une lourde plate-forme sur ses fines colonnettes, enfin les deux noires et massives tours avec leurs auvents d’ardoise, parties harmonieuses d’un tout magnifique, superposées en cinq étages gigantesques, se développent à l’œil, en foule et sans trouble, avec leurs innombrables détails de statuaire, de sculpture et de ciselure, ralliés puissamment à la tranquille grandeur de l’ensemble; vaste symphonie en pierre, pour ainsi dire; œuvre colossale d’un homme et d’un peuple, tout ensemble une et complexe comme les Iliades et les Romanceros dont elle est sœur; produit prodigieux de la cotisation de toutes les forces d’une époque, où sur chaque pierre on voit saillir en cent façons la fantaisie de l’ouvrier disciplinée par le génie de l’artiste; sorte de création humaine, en un mot, puissante et féconde comme la création divine dont elle semble avoir dérobé le double caractère: variété, éternité.
Et ce que nous disons ici de la façade, il faut le dire de l’église entière; et ce que nous disons de l’église cathédrale de Paris, il faut le dire de toutes les églises de la chrétienté au moyen âge. Tout se tient dans cet art venu de lui-même, logique et bien proportionné. Mesurer l’orteil du pied, c’est mesurer le géant.
Hugo, Victor – Notre Dame de Paris – Kindle Edition

La sinfonia di pietra

Prima di tutto, giusto per citare solo qualche esempio fondamentale, questa facciata è senza ombra di dubbio una delle espressioni più belle dell’architettura, là dove, di seguito e allo stesso tempo, i tre portali ritagliati in archi appuntiti, il cordone ricamato e dentellato da vent’otto nicchie, l’immenso rosone centrale fiancheggiato da due finestre laterali, come un prete lo è dai suoi diaconi, la delicata galleria in alto con le arcate a trifoglio, le cui sottili colonnette sostengono il peso di una piattaforma, e infine le due torri nere e massicce con le loro tettoie di ardesia, sovrapposti su cinque livelli giganteschi, fioriscono davanti ai nostri occhi, parti armoniose di un tutto magnifico, in un tumulto senza incidenti, con le loro innumerevoli statue, sculture e cesellature che con potenza si riuniscono nella grandiosa tranquillità dell’insieme; una vasta sinfonia di pietra, per così dire; opera colossale di un uomo e di un popolo, tutta insieme una e multipla come l’Iliade e i Romanceros di cui è sorella; prodotto prodigioso del contributo di tutte le forze di un’epoca, dove su ogni pietra spicca in mille modi la fantasia dell’operaio disciplinata dal genio dell’artista; sorta di creazione umana potente e feconda come la creazione divina a cui sembra aver rubato il carattere ambiguo: varietà, eternità.
E quello che diciamo della facciata, bisogna che si dica della chiesa intera; e quello che diciamo della cattedrale di Parigi, bisogna che si dica di tutte le chiese della cristianità del Medio Evo. Tutto rimane in quell’arte che nasce da se stessa, logica e ben proporzionata. Misurare l’alluce significa misurare il gigante.
Traduzione di Rosaria Manuela Distefano (2019)

A symphony of stone

First of all, just to give but some crucial examples, this façade is without a doubt one of the most beautiful pages in architecture. Here, separately and all together, the three portals carved into pointed arches, the cordon embroidered and laced by twenty-eight niches, the immense central rose window framed by two smaller ones at its sides, like a priest by his deacons, the high and delicate gallery with trefoil arches supporting a heavy platform on its slight columns, and finally the two black, massive towers with their slate canopies, all flourish before our eyes, harmonious parts of a magnificent whole, layered in five giant levels, a troubleless uproar with countless statues, sculptures and engravings powerfully joined into the tranquil grandeur of the ensemble; a vast symphony of stone, so to say; the colossal work of one man and one people, all together and as complex as the Iliad and the Romanceros to which she is a sister; the prodigious outcome of the joined forces of an entire age. Here, we can see, outstandingly visible on every stone, the multifaceted fantasy of the worker disciplined by the artist’s genius; one kind of human creation which is powerful and fertile like the divine creation from which it seems to have stolen the double nature: variety, eternity.
And what we say about the façade needs to be said about the whole church; and what we say about the Parisian cathedral needs to be said about all the churches in medieval Christianity. Everything lies in that art which is born from itself. Measuring the toe means measuring the giant.
Translated by Rosaria Manuela Distefano (2019)


 

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Rosaria Distefano View All →

Traduttrice e consulente linguistica, persegue il sogno di scrivere e tradurre sin da quando ha imparato a leggere in italiano e inglese a 4 anni e ha capito il potere delle parole ≈ Translator and linguistic consultant, she pursues her dream of becoming a writer and translator ever since she started reading in Italian and English at 4 and realised the power of words.

2 Comments Lascia un commento

  1. Victor Hugo ha saputo raccontare la cattedrale, e la città di Parigi, in modo davvero speciale. All’inizio mi dava fastidio che si perdesse via così tanto in digressioni, ma poi ho iniziato ad essere affascinato da quello che diceva; soprattutto mi ha colpito molto l’osservazione secondi cui l’architettura era il modo in cui veniva registrata la storia prima dell’avvento della scrittura, e che l’invenzione della stampa abbia ucciso l’arte dell’architettura e tutto il mondo medievale. L’ho trovato davvero intelligente e illuminante. Poi vabbè, le atmosfere che riesce a creare nel romanzo sono sensazionali.

    Ciao!

    • Grazie Daniele! Condivido in pieno quello che dici e per la stessa ragione credo che quelle pietre abbiano un significato molto importante e che vadano ricordate e sì, compiante, quando per qualche ragione vengono danneggiate o distrutte E Victor Hugo lo sapeva bene e infatti nel paragrafo prima lamentava proprio lo stato di degrado in cui Notre Dame era stato lasciato all’epoca dei fatti raccontati nel romanzo 😉

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