Una fiaba in regalo ≈ The gift of a fairy tale

Storia di una corda di chitarra è una fiaba che ho scritto il 18 gennaio 2000, mentre stavo china sul cuscino a scribacchiare su un blocco a quadretti. Era una di quelle notti in cui non riuscivo a dormire. Poi l’ho trascritta, sistemata e adesso ritrovata. La regalo a chi non riesce ancora a trovare il suo posto nel mondo. Non siete soli!

Tales of a String Guitar is a fairy tale I wrote on January 18th 2000. I leant on my pillow, the pen scribbling on a bloc notes on one of those nights I could not sleep. Then I copied it on a file, tidied it up and now found it again. I give it as a gift to all those who have a hard time finding their place in this world. You are not alone!


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C’era una volta una corda di chitarra. Era una corda di un bel colore argentato che brillava come un gioiello. Era fatta di un materiale sconosciuto e proprio per questo preziosissimo. Questa corda era così rara e bella che il musicista che l’ebbe in dono non se la sentì di metterla al posto di una delle altre sei della sua chitarra. Avrebbe dovuto essere una corda di MI, proprio la prima, quella che stava in alto sulle altre. Ma il musicista, niente, non se la sentiva di metterla lì, non era abbastanza secondo lui. Così, si era ingegnato di costruire uno strano marchingegno sul ponte e aveva aggiunto Corda Bella, come una settima in più, anzi come Prima-bis. La chitarra sembrava un po’ strana, certo, ma… la Corda… mammamia, era proprio una meraviglia messa là sopra.
Quando le cose sono belle e preziose, però, uno ha paura anche a toccarle, si sa. Perciò il musicista non la usò mai. Suonava i suoi tre-quarti, le sue ballate, pure qualche pezzo di rock. Utilizzava tutte e sei le altre corde. Ma la Corda Bella, mai. Aveva paura di sciuparla.
Corda, perciò, se ne stava lì, tutta sola, un po’ più in alto, distante dalle altre e sbuffava e diceva: «Ehi musicista, ma che fai? E me? Mi dimentichi sempre? Io sono la più bella, ma… che c’è? Non so suonare io? Perché non fai suonare anche me per una volta?»
Il musicista però era sordo da quell’orecchio, non la stava ad ascoltare e suonava tutte e sei le sue corde vecchie e mezze logore e lasciava lei, bella e preziosa, relegata in cima e muta.
Un giorno la Corda non ne poté più. Raccolse i suoi due estremi e senza dir niente a nessuno se ne andò. Sì, avete capito bene: scese dalla chitarra e zampettò lontano, facendo attenzione a non vibrare, così che il musicista non se ne accorgesse.
Così, cominciò a vagare per il mondo, senza sapere esattamente cosa fare o dove andare, ma certa di dover trovare non solo la chitarra, ma soprattutto il musicista giusto, quello che non avrebbe avuto paura di farla suonare, fosse stato anche solo per scoprire che da lei usciva un suono gracchiante e fastidioso.
Rana Gialla fu il primo incontro sul suo cammino.

Once upon a time there was a guitar string. It was a beautiful silver-coloured string which shined like a jewel. The material she was made of was unknown and thus very precious. This string was so rare and beautiful that the musician who had it as a gift never had the heart to put her as one of the six strings in his guitar. She was supposed to be an E, the very first, whose place was above all others. The musician, though, could not for the life of him put her there, it was not enough, he said. So, he had built some strange contraption on the bridge and had added String Belle, like a seventh or, better yet, as a first-first. The guitar looked a lot weird, you can bet on it, but… String… goodgad, she was just amazing up there. She looked so good.
When things are beautiful and precious, though, one is afraid to touch them, we all know it. So, the musician never used her. He played his three-quarters, his ballads and even some rock. He used all the other six strings. String Belle, never. He was afraid to ruin her.
String stayed up there, all alone, up above and distant from the others and puffed and said: “Hey, musician, what are you doing? What about me? You always forget. I am the most beautiful, but, what’s up? Can’t I play? Why don’t you make me sing, too, just for once?”
The musician seemed to be deaf to all her pleas, though; he never listened to her and played all of the six old and half-worn strings and left her, beautiful and precious, exiled at the top, silent.
One day, String could not take it anymore. She picked up both her ends and without sounding a note to anyone she went away. Yes, you heard it well, she jumped down from the guitar and pattered far away, making sure she did not vibrate, so that the musician could not find her out.
Thus, she started wandering around the world not knowing exactly what to do or where to go but positive that she had to find not just the guitar but above all else the musician who would never be frightened to make her sing, was it even to discover in the end that she could only produce some harsh and annoying sound.
Yellow Frog was the first she met on her path.


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«Ciao piccolo corda. Cosa fai? Cra, cra. Dove vai? Cra, cra», chiese la Rana.
«Mi chiamo Corda Bella e non lo so dove vado», rispose Corda. «Sto cercando una chitarra che abbia solo cinque corde e un musicista che mi faccia suonare, perché il mio vecchio padrone non sentiva ragioni. Aveva paura di sciuparmi.»
«Che brutta storia. Cra, cra. Avresti dovuto essere più furba, Corda Bella, e restare lì, in panciolle. Cra cra
«E tu invece, Rana Gialla, che fai qui?», chiese Corda.
«Sono una consigliera io. Cra cra. Sono la più saggia delle rane perché sono gialla. È un grande onore e tutti chiedono consiglio a me quando stanno nei guai, soprattutto i girini. Cra, cra
«E stai sempre qui da sola?»
«Eh sì. Cra cra. Sola soletta.»
«Non ti senti triste?»
«Cra, cra», gemette un po’ la saggia Rana Gialla. «Sì, mi sento triste a volte e vorrei tanto piangere, ma soprattutto farmi consolare. Cra cra. Io, però, sono una saggia Rana Gialla e… cra cra… la saggezza mi fa capire che è qui che devo stare per gli altri.»
«Allora», chiese infine Corda Bella, «se ti chiedo io un consiglio, risponderai anche a me che non sono un girino?»
«Ma certo Corda Bella! Cra cra
«Secondo te faccio male ad allontanarmi dalla mia chitarra e dal mio musicista, per andare a cercare qualcosa che ancora non conosco?»
«Certo che sì. Cra cra. Dovresti tornare indietro adesso, che ancora non sei tanto lontana. Cra cra. Le mie parole non servono a niente, però. Se proprio vuoi andare avanti, ti avverto, e solo questo posso dirti, che proseguire ti sarà difficile. E imparerai. Cra, cra», rise la Rana. «Pare che imparino tutti proseguendo da qui. Cra cra
«Sai che c’è», continuò dopo averci pensato un po’ su, «più avanti troverai il Violinista. Lui è un uomo un bel po’ strambo, sai? Cra cra. È sempre innamorato di donne diverse, di cui però si stufa appena non riesce più a inventare una nuova musica. Cra cra. So che adesso al suo violino manca giusto una corda e lui ne è disperato. Prova da lui. Cra
E detto questo la saggia Rana Gialla chiuse gli occhi e gracidando si addormentò.

“Hello little string. What are you doing? Ribbit. Where are you going? Ribbit”, the Frog asked.
“My name’s String Belle and I still don’t know where to go”, String answered. “I’m looking for a five-string guitar and a musician who will make me sing because my old master wouldn’t do it. He was afraid to wear me out.”
“How nasty. Ribbit. You should’ve been smarter, String Belle, and stay there, well stretched out. Ribbit
“What about you, Yellow Frog, what do you do?” String asked.
“Me, I’m a counsellor. Ribbit. I am the wisest among frogs because I’m yellow. It is a great honour and everybody asks my advice when they’re in trouble, pollywogs above all. Ribbit.”
“And are you always here all alone?”
“Oh yes. Ribbit. All on my own.”
“Aren’t you sad at times?”
Ribbit”, the wise Yellow Frog whimpered a little. “Yes, I do feel lonely sometimes and I’d like to cry; but even more, be comforted. Ribbit. Me, though, I’m the wise Yellow Frog and… ribbit… my wisdom lets me see that this is where I have to stay for the others.”
“So”, String Belle asked, “if I ask your advice, you’ll answer to me, too, though I’m not a pollywog?”
“But of course, String Belle! Ribbit.”
“Do you think I’m wrong to go far away from my guitar and my musician to look for something I don’t even know, yet?”
“Of course you’re wrong. Ribbit. You should go back now, as you’re still not too far. Ribbit. My words are useless, though. If you really want to go on, I have to warn you – and this is all I can tell you – that going on will be harsh for you. And you’ll learn. Ribbit”, the Frog laughed. “It seems everybody learns as they go on from here. Ribbit.”
“You know what”, she continued after having wondered for a bit, “a little farther on you’ll find the Violinist. He is one weird man, believe me. Ribbit. He’s always falling in love with a different woman he gets tired of very soon, though, as soon as he can’t create some new music anymore. Ribbit. I know he’s now missing just one chord from his violin and he is desperate. Try with him. Rib…”
And as she was saying this, the wise Yellow Frog closed her eyes and fell asleep croaking.


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Così Corda prese la direzione che le era stata indicata e arrivò sulla riva di un oceano. Lì trovò un’Onda che si attardava sul bagnasciuga.
«Cosa fai Onda?» chiese incuriosita. «Non dovresti tornare indietro adesso?»
«Sì, …» echeggiò l’Onda. «Dovrei. Ma aspetto lui, lui…»
«Lui chi?»
«Il Violinista. Ogni giorno viene su questa riva a suonare, suonare. Ogni giorno porta una donna bellissima con sé, una donna che ispiri le sue musiche, musiche. E io sto qui a guardarlo, mentre mi allontano e mi avvicino e indugio sui suoi piedi, carezzandolo e sperando di poterlo ispirare anch’io, anch’io…Oggi però, non è ancora venuto e allora io lo aspetto, aspetto…»
Corda Bella s’intenerì a quelle parole. Capiva che l’Onda stava soffrendo, perché non era nella sua natura attardarsi sulla riva, e intuì che se non fosse tornata indietro si sarebbe dissolta.
«Vai», le disse allora. «Ti prometto che il tuo Violinista sarà di nuovo qui per quando sarai tornata a riva.»
Così l’Onda tornò indietro e Corda corse a cercare il Violinista. E lo trovò, non lontano dalla spiaggia, seduto a piangere. Aveva una giacca nera con due lunghe code che scendevano dietro come le ali di un gabbiano. Corda si avvicinò al violino, poggiato accanto al Violinista e, tentando di arrampicarsi, fece vibrare le altre corde, richiamando l’attenzione del pover’uomo.
«Corda? Una corda?» mormorò. Un sorriso gli si aprì tra le lacrime. Il sorriso si trasformò in risata. «Una corda!» urlò.
Corda Bella si dispose sul violino e, tira di qui, tira di là, ecco che questo ebbe di nuovo tutte le sue corde. Così, per quando l’Onda tornò a riva, il Violinista era già sulla spiaggia e lei poté accarezzargli di nuovo i piedi, apprestandosi a sentirlo suonare, mentre già tornava indietro verso l’oceano.
Il Violinista poggiò il violino sulla sua spalla e il mento sul violino. Poi prese l’archetto e suonò.
O meglio, tentò di suonare. Ma per quanto tentasse, da Corda Bella non usciva nessun suono.
Il Violinista allora scagliò giù il violino, di nuovo disperato e preso dal più grande degli sconforti.
«È colpa mia», disse Corda Bella. «Sono io che non servo a niente.»
Il Violinista le si avvicinò, gli occhi tristi.
«No, non è colpa tua», replicò «Tu sei una corda di chitarra. Sei bella e lucente e preziosa, ma qui sopra un violino non puoi suonare. La colpa vera è mia che inseguo un sogno impossibile. Vedi, io sono innamorato di quell’Onda che tutti i giorni va avanti e indietro su questa riva. Un giorno un mago mi disse che solo una certa musica suonata da questo violino fatato avrebbe potuto fermare il suo continuo ondeggiare, così che io potessi averla per sempre con me. Ma per quanto io abbia provato, per quanto abbia cercato negli occhi di mille donne lo spartito per quella musica, non sono mai riuscito a trovare quella giusta per fermarla…»
«Ma anche lei ti ama», disse allora Corda. «Forse la tua musica non ha fermato il suo movimento, però ha addolcito i suoi giorni, le ha reso meno difficile ondeggiare e ha dato un significato al suo indugiare su questo bagnasciuga. Non importa che non sia immobile, a lei bastano quei momenti in cui può accarezzarti e in cui allontanandosi può ancora sentire l’eco delle tue ultime note.»
Il Violinista si commosse a quelle parole. Riprese il violino, senza più Corda Bella, e tornò sul bagnasciuga a suonare, con una corda in meno e un sorriso in più.
E mentre si allontanava a Corda Bella parve di sentire la voce di Onda.
“Grazie, grazie…” diceva al ritmo delle note allegre del suo Violinista.
Corda Bella se ne andò, felice per l’Onda e il Violinista, ma triste per aver perso la propria occasione.
Vagò ancora, per mari e per monti; vide mille cieli e contò miliardi di stelle; vide le nuvole cambiare forma e i fiumi trasformarsi in laghi. Un giorno arrivò in uno strano villaggio, dove niente aveva voce. Gli uomini parlavano a gesti e le cose erano immobili. Non si poteva udire nemmeno il fruscio di una foglia, nemmeno il battere d’ali di un fringuello. Niente. Il silenzio era assoluto.

Thus, String Belle started on the direction she was pointed to and got to the shore of an ocean. There she found a Wave lingering on the strand.
“What are you doing, Wave?” she asked, curious. “Shouldn’t you go back now?”
“Yes, yes…” the Wave echoed. “I should. But I’m waiting for him, him…”
“Who’s this ‘him’?”
“The Violinist. Every day he comes on this shore and plays, plays. Every day he takes a most beautiful woman, a woman who inspires his music, music. And I’m here, looking at him while I go forth and back, far and close, while I caress his feet, hoping I, too, could inspire him, him… Today, though, he hasn’t come, yet, and so I’m waiting, waiting…”
String Belle was touched by those words. She knew that Wave was in pain because it was not in her nature to linger on the strand and String understood that if the other didn’t go back to the sea, she would soon dissolve.
“Go”, she said then. “I promise your Violinist will be here again by the time you’re back on the shore.”
Thus, Wave went back and String ran away and looked for the Violinist. And she found him, far from the shore, sitting and crying. He had a black jacket with two long tails which fell behind him like a seagull’s wings. String got nearer to the violin which was lying next to him and, trying to climb on it, made the chords vibrate and caught the poor man’s attention.
“Chord? A chord?” he whispered. A smile opened through his tears. The smile turned into a laugh. “A chord!” he screamed.
String Belle lay on the violin and, stretching here, stretching there, finally the instrument had all his chords again. So, by the time Wave came back to the shore, the Violinist was already there and she could caress his feet again, ready to listen to him play, while she already retreated towards the ocean.
The Violinist put the violin on his shoulder and his chin on the violin. Then he took his bow and started playing.
Or better say, he tried to play. But, no matter how much tried, no sound came out from String Belle.
The Violinist threw down his violin, desperate again and deeply discouraged.
“It’s my fault”, String Belle said. “I’m utterly useless.”
The Violinst came closer, his eyes even sadder.
“No, it’s not your fault”, he replied. “You are a guitar string. You are beautiful and shining and precious. But here, on a violin, you can’t play. I am the only one who’s guilty, following an impossible dream. You see, I am in love with that Wave who goes forth and back from this shore, every day. One day, a magician told me that only a certain song played by this enchanted violin could ever stop her perpetual movement so that I could have her with me forever. But no matter how much I’ve tried, no matter how much I have looked for that music pattern in the eyes of a thousand women, I’ve never been able to find the right one to stop her…”
“But she loves you, too”, String said then. “Maybe your music hasn’t stopped her movement but it has sweetened her days, has made her going forth and back less hard and has given a sense to her lingering on this shore. It doesn’t matter if she can’t stop, those moments are enough, when she can caress you and, while going away, she can still hear the echo of your last notes.”
The Violinist was touched by those words. He took his violin again, without String Belle, and went back to the shore to play, missing one chord and gaining one smile.
And while she pattered away, String Belle thought she heard Wave’s voice.
“Thanks, thanks…” she said following the rhythm of her Violinist’s merry notes.
String Belle went away, happy for Wave and the Violinist but sad she had lost her own chance.
She wandered some more, through seas and mountains; she saw a thousand skies and counted billions of stars; she saw the clouds change their shape and rivers become lakes. One day, she got to a strange village where nothing possessed a voice. People spoke using their hands and everything was still. You couldn’t even hear a leave swish or the finch flap its wings. Nothing. Silence was everywhere.


fiaba03

Nel momento stesso in cui Corda Bella entrò nel villaggio, tutti i suoi abitanti si portarono le mani alle orecchie, terribilmente infastiditi. La corda, infatti, con il suo muoversi vibrava e vibrando produceva un suono che, per tutti gli altri nel mondo era stato insignificante, ma in quel silenzio era una cosa sconosciuta e diversa. Una cosa spaventosa.
Ad un certo punto, però, qualche coraggioso provò ad allontanare le mani dalle orecchie e scoprì che quella cosa, quel suono, non era dannoso. Altri, imitando i coraggiosi, fecero lo stesso e presero ad ascoltare, finché un bambino si avvicinò a Corda Bella e cominciò a pizzicarla. Il suono che ne venne fuori non aveva niente a che fare con quelle belle musiche che il musicista produceva con le altre sei corde che stavano sotto di lei, ma Corda Bella capì che al bambino quel suono era parso lo stesso meraviglioso. Una donna si avvicinò anche lei al bambino e alla Corda e stando a sentire quel suono, cominciò a produrre qualcosa di simile con la propria gola, scoprendo di avere una voce. E al suono della voce della donna, si unirono altri suoni di altre voci di altre donne. Infine anche le voci degli uomini si mischiarono alle loro, finché tutto il villaggio rimbombò di suoni mai sentiti. Vedendo che tutti erano contenti di questo, Corda Bella decise di stare con loro per un po’ e insegnare ciò che sapeva lei del mondo dei suoni.
Quando tutti ebbero recuperato le proprie voci e i propri rumori e quando finalmente ogni foglia iniziò a frusciare e ogni fringuello a battere le sue ali piumate, fu allora che Corda Bella capì che era venuto il momento di riprendere il suo faticoso viaggio, per scoprire anche lei dove era il suo suono.
Vagò ancora fra foreste e castelli, fra osterie e ostelli di viandanti, fra balere di periferia e crocicchi di vie buie. Ma niente, della chitarra e del suo musicista, quello che non avrebbe avuto paura a farla suonare, non c’era traccia da nessuna parte.
Un giorno, Corda Bella si rese conto che il mondo era finito e vaga che ti vaga, senza rendersene conto, dato che il mondo è tondo, era ritornata al punto da dove era partita, dalla chitarra con sei corde e uno strano marchingegno ora vuoto e dal musicista che non voleva suonarla. Corda Bella si sentì molto triste. E ancora più grande fu la sua tristezza quando vide che la chitarra dalla quale, quatta quatta, era scivolata via, stava esattamente lì dove lei l’aveva lasciata, con un mucchio di polvere addosso. Capì che il musicista aveva smesso di suonare. E ne fu così addolorata che, non si sa bene da dove, sgorgarono le sue prime lacrime. Aveva visto tanto durante il suo viaggio e aveva trattenuto strette a sé tutte le lacrime che quel girovagare le aveva procurato. Ma adesso la tristezza e la stanchezza avevano fatto scemare la sua resistenza e così quelle lacrime malandrine ne approfittarono per venire giù.
Ogni lacrima che cadeva era un pizzico. E ogni pizzico era una nota e più note fecero una musica mai sentita.
Il musicista si avvicinò alla chitarra, lasciata lì da parte tanto tempo prima, e strabuzzò gli occhi sorpreso. La chitarra aveva di nuovo sette corde e ogni corda suonava una nota meravigliosa, pizzicata dalle lacrime della Corda Bella. E quella musica che Corda Bella stava suonando gli fece venire in mente una saggia Rana Gialla, un Violinista che suonava per un’Onda e un villaggio muto che prendeva a cantare.
Il musicista prese la sua chitarra tra le mani, spazzò via la polvere e cominciò a pizzicare anche lui, con le sue lacrime, tutte e sette le sue corde.

When String Belle entered the village, all the villagers raised their ends shelling their ears, terribly annoyed. Indeed, the string moved and moving it vibrated; and vibrating she produced a sound which had been meaningless for all the others in the world but which in that silence was something unknown and different. Something frightening.
At a certain point, though, one braver than the others took away one hand from one ear and found out that that thing, that sound, was not dangerous. Others imitated the braver ones and started listening until a kid got closer and started picking at String Belle. The sound which came out could not be compared to the beautiful songs the musician created with the other six strings on his guitar; yet, String Belle understood that for the kid that sound had seemed amazing. A woman got closer, too, and listening to that sound started to create something similar with her own throat and found out she had a voice. And the woman’s voice resounded while others joined her with other sounds and other women’s voices. At last, even the men mixed their voices to the others until the whole village rumbled with sounds that had never been heard. Seeing that everybody was happy, String Belle decided to stay with them for some time and teach them all she knew about sounds.
When each and every villager recovered their voices and noises and when, finally, every leave started swishing and every finch started flapping its feathered wings, String Belle understood it was time to begin again her difficult journey to find out where her own sound was.
She wandered again through forests and castles, through taverns and inns, through dance halls and dark crossroads. There was nothing to do, no trace anywhere of the guitar and the musician who would not be afraid to make her sing.
One day, String Belle realized that the world had ended and wandering here and there, without being aware of it, because the earth is round, she was back to the place she had started from, back to the six-string guitar with a strange contraption, now empty, and to the musician who did not want to play her. String Belle felt really sad. And even sadder was she as she saw that the guitar she had carefully slided down from was still in the same corner, a pile of dust covering it. She understood that the musician must have stopped playing it. And she was so hurt by this that, no one knows exactly how, her first tears came down. She had seen so much during her journey and had kept to herself all the tears that her wandering had created. But now, because she was tired and sad, she could not resist anymore and the naughty tears took their chance to escape.
Each tear falling down was a pick. And each pick was a note and more notes became one song that nobody had ever heard before.
The musician approached his guitar where he had left it so long ago and widened his eyes in surprise. The guitar had seven strings again and every string created a wonderful sound as they were all picked by String Belle’s tears. And that music String Belle was playing made him think of a wise Yellow Frog, a Violinist who played for a Wave and a silent village which started to sing.
The musician took the guitar in his hands, brushed away the dust and he, too, started picking all seven strings with his tears.


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Tanti auguri di buone feste da BookCrush a tutti, lettori fedeli e viandanti del web!
(Ma ho ancora in serbo qualcosa per voi prima che il 2018 svanisca!)

Best wishes for your Holiday from BookCrush to all, loyal readers and web wanderers!
(But I still have something for you before 2018 fades away!)


#ScriviWrite

Rosaria Distefano View All →

Traduttrice e consulente linguistica, persegue il sogno di scrivere e tradurre sin da quando ha imparato a leggere in italiano e inglese a 4 anni e ha capito il potere delle parole ≈ Translator and linguistic consultant, she pursues her dream of becoming a writer and translator ever since she started reading in Italian and English at 4 and realised the power of words.

E tu cosa ne pensi? ≈ What about you?

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