A chi riponde il Cielo? ≈ My first published novel

Un video per raccontarvi in 5 minuti della me scrittrice, di come sono arrivata a pubblicare con Edizioni Esordienti E-Book e darvi un assaggio di cosa troverete nel mio primo romanzo: A chi risponde il Cielo?

A 5-minute video to tell you about my writing self, how I got to publish my first Italian novel with Edizioni Esordienti E-Book and a taste of what is in A chi risponde il Cielo? (Who does Heaven respond to?)


Pagina Autore EEE

Scoprite come ci siamo “incontrati” io e il protagonista nell’articolo a quattro mani Idee celestiali ≈ Find out how I “met” the protagonist in the four-handed article Heavenly ideas

Il romanzo è disponibile in digitale su:
Edizioni Esordienti E-book
Amazon
IBS
Kobo
e in cartaceo (print on demand) su:
Amazon


La trascrizione dopo il video è per i non udenti, per chi preferisce evitare la mia “stupendissima” voce e per i lettori anglofoni (giusto perché se venissero stregati dal mio (in)discutibile charme e spargessero la voce, magari a qualcuno verrebbe voglia di acquistare i diritti per una traduzione. Dico così per dire, eh!)

The transcription after the video is for hearing-impaired, for whoever prefers to avoid my “most stupendous” voice and for you English readers (if you happened to be charmed by my (in)disputable talent and shared it around, someone might even think of buying the rights for a translation… just saying!)


Domande & Risposte

Quando hai cominciato a scrivere?
La prima volta che ho avuto coscienza di voler scrivere un libro come quello “dei grandi” è stato più o meno a dodici anni. Era una storia tragica che ho distrutto anni dopo. Il primo romanzo l’ho scritto sulle pareti di casa, ma non ne rimane traccia perché mia madre ha voluto per forza cambiare la carta da parati; quindi non saprò mai cosa volevo raccontare al mondo quando ancora non sapevo neanche scrivere! I libri, comunque, sono sempre stati parte della mia vita. Li leggevo e me li leggevano: ricordo ancora il libro di favole con la copertina azzurra che mia madre usava per farmi addormentare; ricordo i primi libri che trovavo nelle librerie di mia madre o di mia zia; e ricordo Piccole donne, il primo libro che ho letto. Le storie erano sempre nella mia testa e poi ho cominciato a pensarle anche in un’altra lingua – avevo quattro anni quando ho cominciato a imparare l’inglese – e non volevo solo leggerle, ma anche farle capire agli altri. E lì ho compreso che la mia vita era destinata a questo: scrivere, leggere e tradurre.

Se potessi vivere in un libro, quale sarebbe?
Probabilmente non sceglierei uno dei miei tre libri preferiti, perché finiscono tutti male. La vita è già difficile così, quindi preferirei un lieto fine. Sicuramente sceglierei un libro di Jane Austen: ritornare in Inghilterra, tra fine XVII e inizio XVIII secolo, nelle grandi mansion con i vestiti che fanno “frù, frù”. Non vorrei per forza essere una protagonista, perché in fondo gli scrittori stanno sempre ai margini a guardare e a descrivere agli altri quello che succede. Quindi mi basterebbe anche essere la cameriera dei Bennet o un’invitata al matrimonio di Emma o anche un alberello nel giardino – uno nano perché vista la mia statura non posso aspirare a più di questo!

Come sei arrivata a pubblicare il tuo primo romanzo?
È stato un lungo cammino visto che ho cominciato a scrivere molto presto e, soprattutto, ho cominciato molto presto a voler essere pubblicata. Chiaramente, questo non era facile quando ancora la mia scrittura era acerba, nonostante il grande supporto dei miei insegnanti. Per fortuna è arrivato Internet: mi ha permesso di entrare in contatto con altre persone che come me volevano scrivere ed essere pubblicate e incontravano le mie stesse difficoltà. Ho potuto leggere cose bellissime, che forse non saranno mai pubblicate, e altre anche meno belle. Allo stesso tempo, gli altri mi hanno letta e mi hanno dato consigli. È così che ho conosciuto Piera Rossotti, editora di EEE, e anni dopo, dopo tante traversie, l’università e aver riletto trecento miliardi di volte il mio romanzo, finalmente Piera l’ha letto, le è piaciuto e siamo arrivate qui.

Di cosa parla il romanzo?
Il romanzo è una domanda – lo è il titolo stesso – una che ne racchiude mille altre, quelle che ci facciamo ogni giorno: domande sulla vita e su quello che viene dopo. Non è un libro che dà o vuole dare risposte, bensì è un libro che vuole raccontare: il protagonista si ritrova in una situazione fuori dall’ordinario e deve fare i conti con i propri dubbi condivisi da molti altri. È un libro che si concentra molto sulla diversità, sull’essere diversi e su cosa significa oggi. Veniamo bombardati costantemente da questa idea che per sfondare, per vincere, bisogna essere diversi, bisogna essere altro rispetto alla normalità. Però poi l’anormalità non è sempre accettata e anzi a volte è punita. Questo è il punto centrale del mio romanzo, che spero farà porre tante domande a chi lo leggerà.

Estratto dal primo capitolo
«Paese di provenienza,» continua quello a chiedermi, il ditone poggiato sul lato di un lungo foglio bianco.
«Casale di Spaccapietre.»
«Data di nascita.»
«L’Uno Maggio dell’anno Millenovecentoquarantanove.»
«Stato civile.»
«Divorziato e convivente.»
Un altro sbuffo.
«Religione.»
«Ateo.»
Il sibilo gli esce dalla bocca lungo e sottile. Per un momento penso che gli stia per venire un colpo. Don Belante, don Belante… lo sapeva bene quello che non ero figlio di Dio, io. Ero il figlio comunista di un comunista scomunicato. Ah, se solo mia madre avesse addotto le giustificazzioni… […] E sibila sconfortato.
Un Ateo come me, qui, in Paradiso. Ah, don Belante…

Questions & Answers

When did you start writing?
The first time I was aware of wanting to write a book like “the adults’ ones” was when I was around twelve years old. It was a tragic story that I got rid of years after. My first novel, though, was written on the walls of my house but there is no proof of it as my mother insisted she really had to change the wallpaper; so, I will never know what kind of story I wanted to tell the world when I was not even able to write, yet. In any case, books have always been part of my life. I used to read them and people read them to me: I still remember the fairy tale book with a blue cover my mother used to make me sleep; I remember the first books I found in my mother’s and my aunt’s shelves; and I remember Little Women, the first book I read. The stories have always been in my head and then I started thinking them in another language – I was four when I started learning English – and then I didn’t just want to read them, but also make others understand them. That’s when I understood my life was meant for this: writing, reading and translating.

If you could, what book would you live in?
I would probably never choose one of my three favourite books because they all end badly. Life is already difficult as it is so I’d rather have a happy ending. I would certainly choose a book by Jane Austen: going back to England, between the 17th and the 18th centuries, in the big mansions with the swishing puffy gowns. I don’t need to be a protagonist, anyway, because writers are always in the background, after all, watching and describing what is happening to others. So, I’d be glad to be a waitress at the Bennet’s or a guest at Emma’s wedding or even just a tree in the garden – a very small one because considering my height I can’t aspire to much more!

How have you got to publishing your first novel?
It has been a long walk considering how early I started writing and, above all, how early I started wanting to be published. Obviously, this was not easy when my works were still immature, though I was greatly supported by my teachers. Luckily, Internet was created: it has allowed me to meet people like me who want to write and be published and have met the same obstacles as me. I have read many beautiful things, which maybe will never be published, and other which were a little less beautiful. At the same time, others have read me and given me advice. This is how I met Piera Rossotti, creator of EEE, and many years later, after many ordeals, after finishing university and having read and re-read my novel three hundred billions of times, finally Piera read it, liked it and here we are.

What is the novel about?
The novel is a question – the title itself is one – which contains a thousand others inside, the ones we wonder about every day: questions on life and on what comes next. It’s a book which doesn’t give any answer nor wants to, on the contrary it just tells a story: the protagonist finds himself in an extra-ordinary situation and has to come to terms with his doubts, shared by many others. It’s a book which focuses a lot on diversity, on being different and on what this means today. We are constantly bombarded with this idea that to have success, to win, we must be different, be something other than normal. But then this weirdness is not always accepted and on the contrary it is oftentimes punished. This is what my novel is about and I hope it will make readers wonder a lot.

Excerpt from Chapter One
“Place of origin,” he goes on asking, one big finger sliding down the side of a long, white sheet.
“Stonebreaker Town.”
“Date of birth.”
“The first of May of the year Nineteen-forty-nine.”
“Marital status.”
“Divorced and living with someone else.”
I can hear another hiss.
“Religion.”
“Atheist.”
The hiss that comes from his mouth is even longer now. For a moment I think he might be having a stroke. Father Bleating, oh father Bleating… he knew well I was not a son of God, not me. I was the communist son of an excommunicated communist. Ah, if only my mother had pleaded the exxcuses… […] And there again, a disheartened hiss now.
An Atheist like me, here, in Heaven. Oh, father Bleating…


Per domande, commenti, richieste di autografi (ma non vi affollate sennò mi viene il tunnel carpale) o anche lamentele (perché volete anche voi la versione inglese!), contattatemi usando i link nella pagina Contact e non perdetevi l’articolo Idee celestiali con la storia di come e perché ho scritto A chi risponde il Cielo?

For questions, comments and any request for autographs (please, one at a time!) or even just to complain (because you really want this book in English!), contact me using the link in Contact and don’t miss out on my article Heavenly ideas with the story of how and why I wrote A chi risponde il Cielo? (Who does Heaven respond to?).


#ScriviWrite

Rosaria Distefano View All →

Traduttrice e consulente linguistica, persegue il sogno di scrivere e tradurre sin da quando ha imparato a leggere in italiano e inglese a 4 anni e ha capito il potere delle parole ≈ Translator and linguistic consultant, she pursues her dream of becoming a writer and translator ever since she started reading in Italian and English at 4 and realised the power of words.

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